A volte un niente
Occhi miei Chiari, miei capelli di miele,
tu sai quanto e da quando ti ho desiderata: dal primo giorno che ti ho vista. Ma allora, cent’anni fa, tu eri una giovanissima donna, anzi una ragazza nel fiore degli anni. Certo tu non eri la piccola vergine nè io il signore perverso come vuole il romanzo di quel Russo esule anche da se stesso. Ma la nostra storia potrebbe cominciare ugualmente così, perchè come il quel romanzo il tempo è fondamentale, nella nostra storia: il tempo fatto di niente, come le cose fatte anch’esse di niente: un “petit rien” che ci fa pensare che cosa guida le cose: a volte un niente.
[Antonio Tabucchi - Si sta facendo sempre più tardi]
Posted on Monday August 22nd